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	<title>Danilo's blog</title>
	
	<link>http://danilodelizia.wblogin.com</link>
	<description>I will show you the magic world of the Open Source….</description>
	<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 14:47:53 +0000</pubDate>
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		<title>Ubuntu: facciamo pulizia!</title>
		<link>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/11/23/ubuntu-facciamo-pulizia/</link>
		<comments>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/11/23/ubuntu-facciamo-pulizia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 14:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guida]]></category>

		<category><![CDATA[Open source]]></category>

		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[
La pulizia di un sistema operativo è molto importante, e Ubuntu in questo senso ha fatto passi da gigante. Qui di seguito vedremo come con pochissimi semplici comandi potremo tenere sempre “pulito” e “scattante” il nostro sistema operativo.
Ecco alcuni comandi:
sudo apt-get clean
Rimuove dalla cache di apt ogni file .deb, anche quelli relativi ai pacchetti correntemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="alignnone size-medium wp-image-92" src="http://danilodelizia.wblogin.com/files/2008/11/pulire-249x300.jpg" alt="" width="249" height="300" /></p>
<p>La pulizia di un sistema operativo è molto importante, e Ubuntu in questo senso ha fatto passi da gigante. Qui di seguito vedremo come con pochissimi semplici comandi potremo tenere sempre “pulito” e “scattante” il nostro sistema operativo.</p>
<p><strong>Ecco alcuni comandi:</strong><br />
<code>sudo apt-get clean</code></p>
<blockquote><p>Rimuove dalla cache di apt ogni file .deb, anche quelli relativi ai pacchetti correntemente installati.</p></blockquote>
<p><code>sudo apt-get autoclean</code></p>
<blockquote><p>Rimuove tutte le (inutili) dipendenze non più sfruttate da nessun programma.</p></blockquote>
<p><code>sudo apt-get autoremove </code></p>
<blockquote><p>Rimuove tutte le dipendenze di pacchetti precedentemente rimossi.</p></blockquote>
<p><code>sudo dpkg --purge `COLUMNS=300 dpkg -l "*" | egrep "^rc" | cut -d\ -f3`</code></p>
<blockquote><p>Cancella i file di configurazione dei programmi disinstallati.</p></blockquote>
<p>Per rimuovere le librerie orfane, cioè quelle installate in seguito all&#8217;installazione di qualche programma che successivamente è stato rimosso:<br />
<code>sudo apt-get install gtkorphan</code></p>
<p>Dopo di che andiamo su:<br />
<code>Sistema -&gt; Amministrazione -&gt; Rimuovi pacchetti orfani</code></p>
<p>Ed il gioco è fatto&#8230;</p>
<p>
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//-->
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</script>

</p>

<p><a href="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?a=gmuzJ2"><img src="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?i=gmuzJ2" border="0"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Aggiornare Facebook e Twitter allo stesso tempo con Twhirl</title>
		<link>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/11/19/aggiornare-facebook-e-twitter-allo-stesso-tempo-con-twhirl/</link>
		<comments>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/11/19/aggiornare-facebook-e-twitter-allo-stesso-tempo-con-twhirl/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 11:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guida]]></category>

		<category><![CDATA[Open source]]></category>

		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<category><![CDATA[Adobe Air]]></category>

		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

		<category><![CDATA[Twhirl]]></category>

		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://danilodelizia.wblogin.com/?p=83</guid>
		<description><![CDATA[Tutti siamo a conoscenza di twitter (vero?  ), il noto social network che permette di pubblicare sul web micropost che essenzialmente rispondono alla domanda &#8220;cosa stai facendo?&#8221;, ma che viene usato per creare e seguire schemi di pensiero comuni.

Twhirl è un desktop client che viene usato per aggiornare lo stato di Twitter.
Quello che voglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti siamo a conoscenza di <a href="http://twitter.com" target="_blank">twitter</a> (vero? <img src='http://danilodelizia.wblogin.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> ), il noto social network che permette di pubblicare sul web micropost che essenzialmente rispondono alla domanda &#8220;cosa stai facendo?&#8221;, ma che viene usato per creare e seguire schemi di pensiero comuni.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://twitter.com" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-87" src="http://danilodelizia.wblogin.com/files/2008/11/twitter-logo-300x110.png" alt="" width="300" height="110" /></a></p>
<p><a href="http://www.twhirl.org" target="_blank">Twhirl</a> è un desktop client che viene usato per aggiornare lo stato di Twitter.</p>
<p>Quello che voglio mostrarvi oggi è come installare Twhirl su Ubuntu per permettere di aggiornare lo stato di <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a> e Twitter contemporaneamente.</p>
<p><strong>Installare Twhirl su Ubuntu</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.twhirl.org" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-85" src="http://danilodelizia.wblogin.com/files/2008/11/twhirl-logo.jpg" alt="" width="235" height="100" /></a></p>
<p>Twhirl si appoggia sulla piattaforma <a href="http://www.adobe.com/products/air/" target="_blank">Adobe Air</a> che recentemente ha rilasciato la <a href="http://labs.adobe.com/downloads/air_linux.html" target="_blank">versione beta per Linux</a> della piattaforma. Apriamo i terminale e diamo:</p>
<p><code>cd ~/Desktop<br />
wget http://download.macromedia.com/pub/labs/air/linux/adobeair_linux_b1_091508.bin</code></p>
<blockquote><p>Prima di procedere con il comando wget controlla che la versione sia uguale altrimenti aggiorna il link al file da scaricare.</p></blockquote>
<p>settiamo i permessi di esecuzione:<br />
<code>chmod +x adobeair_linux_b1_091508.bin</code><br />
ora installiamo al piattaforma Air:<br />
<code>sudo ./adobeair_linux_b1_091508.bin</code></p>
<p>Una volta installato la piattaforma sulla quale il client si appoggia procediamo nell&#8217;installazione di Twhirl.<br />
Procediamo scaricando il software necessario:<br />
<code>wget http://www.twhirl.org/files/twhirl-0.8.6.air</code></p>
<blockquote><p>Prima di procedere con il comando wget controlla che la versione sia uguale altrimenti aggiorna il link al file da scaricare.</p></blockquote>
<p>Ora il file si troverà sul Desktop, clicca con il tasto destro del mouse e seleziona &#8220;Apri con Adobe Air Apllication Installer&#8221;. A questo punto basta seguire le indicazione per l&#8217;installazione e la configurazione e Twhirl is ready to rock!!</p>
<p><strong>Sincronizzare gli account di Twitter e Facebook</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.facebook.com" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-86" src="http://danilodelizia.wblogin.com/files/2008/11/facebook-logo-300x112.jpg" alt="" width="300" height="112" /></a></p>
<p>Grazie ad un&#8217;applicazione presente in facebook saremo in grado di sincronizzare i due account. Vediamo come procedere:</p>
<ul>
<li>Dopo esserti collegato a Facebook, visita la <a href="http://www.new.facebook.com/apps/application.php?id=2231777543">pagina principale dell’applicazione “<strong>Twitter</strong>“</a>;</li>
<li>Clicca su “Vai all’applicazione”;</li>
<li>Ti verrà richiesto di consentire l’accesso all’applicazione Twitter: quindi consenti l&#8217;accesso all&#8217;applicazione</li>
</ul>
<p>L&#8217;applicazione è stata installata!!</p>
<p>A questo punto verrai portato all’applicazione Twitter di Facebook (se questo non dovesse accadere, clicca sul link). Da qui potrai anche aggiornare il tuo stato di Twitter dall’interno di Facebook (ma non è lo scopo di questa guida).<br />
Per prima cosa, ti verrà richiesto il tuo nome utente e password di Twitter: non temere, la tua privacy verrà rispettata, e la tua password tenuta segreta.</p>
<p>Dalla pagina dell’applicazione di Twitter, clicca su <em>“Allow Twitter to update your Facebook status”</em> (cioè: <em>“Consenti a Twitter di aggiornare il tuo stato su Facebook”</em>):</p>
<p style="text-align: center"><a title="Aggiornare lo stato di Facebook con Twitter di notoriousxl, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/notoriousxl/2974903690/"><img class="alignnone size-medium wp-image-84" src="http://danilodelizia.wblogin.com/files/2008/11/facebook-spec.jpg" alt="" width="240" height="87" /></a></p>
<p>Dopo un’ultima conferma, puoi <strong>aggiornare il tuo stato su Facebook tramite i messaggi di Twitter</strong>.</p>
<div style="margin:5px" align="left"><!--adsense--></div>
<p><a href="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?a=cOKeGH"><img src="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?i=cOKeGH" border="0"></img></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/11/19/aggiornare-facebook-e-twitter-allo-stesso-tempo-con-twhirl/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Nasce WbLogIn.com!!</title>
		<link>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/11/09/nasce-wblogincom/</link>
		<comments>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/11/09/nasce-wblogincom/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 00:19:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Open source]]></category>

		<category><![CDATA[Projects]]></category>

		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<category><![CDATA[WbLogIn]]></category>

		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

		<category><![CDATA[wordpress.com]]></category>

		<category><![CDATA[wordpressMu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://danilodelizia.wblogin.com/?p=75</guid>
		<description><![CDATA[In questo periodo sono stato impegnatissimo a causa degli esami universitari, ma in particolar modo ho speso molto del mio tempo nella realizzazione del mio nuovo progetto: WbLogIn.com.
Cos&#8217;è WbLogIn? WbLogIn un servizio simile a wordpress.com o blogger che offre agli utenti internet la possibilità di crearsi un blog. Il sistema è basato su WordpressMu, quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://wblogin.com"><img class="alignleft" src="http://wblogin.com/wp-content/themes/wordpressd/images/logo.png" alt="" width="250" height="67" /></a>In questo periodo sono stato impegnatissimo a causa degli esami universitari, ma in particolar modo ho speso molto del mio tempo nella realizzazione del mio nuovo progetto: <a title="WbLogIn" href="http://wblogin.com" target="_blank">WbLogIn.com</a>.</p>
<p><em>Cos&#8217;è WbLogIn?</em> <a href="http://wblogin.com" target="_blank">WbLogIn</a> un servizio simile a <a href="http://wordpress.com" target="_blank">wordpress.com</a> o <a href="http://www.blogger.com" target="_blank">blogge</a>r che offre agli utenti internet la possibilità di crearsi un blog. Il sistema è basato su <a href="http://mu.wordpress.org" target="_blank">WordpressMu</a>, quindi molto simile al sistema <a href="http://wordpress.com" target="_blank">Wordpress.com</a>. Ma voi direte: allora perché creare un sistema simile ad uno già esistente?</p>
<p>Invece non è così&#8230; molti utenti abbandonano <a href="http://wordpress.com" target="_blank">wordpress.com</a> per il semplice fatto che non è possibile inserire annunci AdSense nei loro post. Quello che ho voluto fare io, quindi, è stato quello di garantire le stesse funzionalità di wordpress, ma aggiungendo dei servizi, secondo me, necessari. Le cose, quindi, che troverete in più, rispetto a wordpress.com, sono:</p>
<ul>
<li>inserire annunci AdSense nei post</li>
<li>usare il plugin <em>FeedWordPress</em>, che permette all&#8217;utente di aggregare notizie tramite feed RSS</li>
<li>richiedere l&#8217;installazione di nuovi temi, anche solo per se stessi</li>
<li>richiedere l&#8217;installazione di nuovi plugin</li>
<li>&#8230;&#8230;</li>
</ul>
<p>Per maggiori informazioni visitate <a title="WbLogIn" href="http://wblogin.com" target="_blank">WbLogIn.com</a>.</p>
<div style="margin:5px" align="left"><!--adsense--></div>
<p><a href="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?a=pbgj4D"><img src="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?i=pbgj4D" border="0"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>ArgoUML e Ubuntu… Ecco come farlo partire!</title>
		<link>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/11/09/argouml-e-ubuntu-ecco-come-farlo-partire/</link>
		<comments>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/11/09/argouml-e-ubuntu-ecco-come-farlo-partire/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 14:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guida]]></category>

		<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<category><![CDATA[Open source]]></category>

		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

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		<category><![CDATA[UML]]></category>

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		<description><![CDATA[ArgoUML è un tool UML basato su Java. Essendo un software basato su java ho pensato che l&#8217;installazione sotto Ubuntu fosse immedeiata&#8230;ma non è stato così.
Dopo aver scaricato il file ArgoUML-0.26.tar.gz leggendo il file README.TXT, ho provato a far partire ArgoUML semplicemente dando da riga di comando: java -jar argouml.jar ha questo punto vedevo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://argouml.tigris.org/">ArgoUML</a> è un tool UML basato su Java. Essendo un software basato su java ho pensato che l&#8217;installazione sotto Ubuntu fosse immedeiata&#8230;ma non è stato così.</p>
<p>Dopo aver scaricato il file <a href="http://argouml-downloads.tigris.org/nonav/argouml-0.26/ArgoUML-0.26.tar.gz"><code>ArgoUML-0.26.tar.gz</code></a> leggendo il file <code>README.TXT</code>, ho provato a far partire ArgoUML semplicemente dando da riga di comando: <code>java -jar argouml.jar</code> ha questo punto vedevo il mio computer lavorare, ma ArgoUML non appariva sul mio schermo.</p>
<p>Dopo qualche ricerca su internet sono arrivato alla soluzione:<br />
Prima di tutto dobbiamo configurare la JVM e settarla su quella standard. Attraverso il comando: <code> sudo update-java-alternatives -l</code> vediamo le versioni disponibili. Dando il comando: <code>sudo update-java-alternatives -s java-6-sun</code> settiamo quella standard. In realtà esiste anche uno script visuale che è possibile avviare dando il seguente comando: <code>sudo update-alternatives --config java</code></p>
<p>Ora che abbiamo settato la JVM di default dovrebbe essere tutto pronto&#8230;<br />
Provate a dare nuovamente il comando: <code>java -jar argouml.jar</code> se ancora non succede niente provate a riavviare il vostro computer.. Potrebbe anche succedere di avere un errore del tipo: <code>log4j:WARN No such property [follow] in org.apache.log4j.ConsoleAppender.<br />
ERROR: unable to get localhost information.<br />
java.net.UnknownHostException: danilo-laptop: danilo-laptop<br />
	at java.net.InetAddress.getLocalHost(InetAddress.java:1353)<br />
	at org.argouml.application.Main.checkHostsFile(Main.java:614)<br />
	at org.argouml.application.Main.initPreinitialize(Main.java:258)<br />
	at org.argouml.application.Main.main(Main.java:148)<br />
On Unix systems this usually indicates thatyour /etc/hosts file is incorrectly setup.<br />
Stopping execution of ArgoUML.</code> Come specificato nello stesso messaggio di errore, c’è qualcosa che non va nel file <code>/etc/hosts</code>&#8230; Andiamo a vedere come aggiustarlo. Apriamo il file: <code>sudo gedit /etc/hosts</code> alla riga <code>127.0.0.1 localhost</code> aggiungiamo il nome del vostro computer (uno di quelli specificati nell&#8217;errore). Nel mio caso la linea precedente sarà sostituita con la seguente: <code>127.0.0.1 localhost danilo-laptop</code></p>
<p>Ora dovrebbe funzionare tutto&#8230;</p>
<div style="margin:5px" align="left"><!--adsense--></div>
<p><a href="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?a=XgChAx"><img src="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?i=XgChAx" border="0"></img></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/11/09/argouml-e-ubuntu-ecco-come-farlo-partire/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>ESSERE CALABRESE!!!</title>
		<link>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/11/05/essere-calabrese/</link>
		<comments>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/11/05/essere-calabrese/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 22:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Personal]]></category>

		<category><![CDATA[calabrese]]></category>

		<category><![CDATA[calabria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://danilodelizia.wblogin.com/?p=69</guid>
		<description><![CDATA[Ho ricevuto questa email dal mio amico Gioacchino:
Sei calabrese se, pur non avendo un lavoro e un euro in tasca offri il caffè al bar ai tuoi amici!
Sei calabrese se, pur non avendo un lavoro scorazzi in giro con il macchinone!
Sei calabrese se trovi sempre un secondo del tuo tempo per un sorriso!
Sei calabrese se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ricevuto questa email dal mio amico Gioacchino:</p>
<p><em>Sei calabrese se, pur non avendo un lavoro e un euro in tasca offri il caffè al bar ai tuoi amici!<br />
Sei calabrese se, pur non avendo un lavoro scorazzi in giro con il macchinone!<br />
Sei calabrese se trovi sempre un secondo del tuo tempo per un sorriso!<br />
Sei calabrese se quando incontri fuori dalla calabria un tuo concittadino che non avevi mai cagato in città, ci parli come se usciste insieme da una vita!<br />
Sei calabrese quando ti lamenti sempre della tua città e quando sei fuori la vanti come se fosse il paese delle meraviglie!!!<br />
Sei calabrese se ami in modo passionale!!<br />
Sei calabrese se dai una moneta all&#8217;uscita della metropolitana alla vecchina di 75 anni seduta sulle scale a -3 gradi!<br />
Sei calabrese se sei gelosissimo delle persone che ritieni importanti!!<br />
Sei calabrese quandu parri cu tutti!!!!!<br />
Sei calabrese quando non ti tiri indietro a una detta C U R N U T U da un&#8217;automobilista del nord!<br />
Sei calabrese quando dici di non essere permalosoe ti incazzi ad ogni appunto che ti fanno!<br />
Sei calabrese quando vivi fuori e dici: &#8216;Io cà nun ci muoru&#8230;!!!!<br />
Sei calabrese quando vivi al nord e almeno una volta al giorno ti viene nostalgia della tua terra e della sua gente!<br />
Sei calabrese se pur vivendo al nord da più di 5 anni non perdi una virgola del tuo meraviglioso accento!!! (&#8230;e tutti ti cugghiunianu!!!)<br />
Sei calabrese se quando vivi fuori, almeno 1 volta al mese ricevi il pacco che ti manda tua madre da giù con tutte le cose da mangiare calabresi!<br />
Sei calabrese se per fare 100 metri prendi la macchina!!!!<br />
Si potrebbe continuare all&#8217;infinito, poiché i calabresi siamo i migliori in Italia, con mille sfaccettature e modi di fare conosciuti nel Mondo!!!!! </em></p>
<p>Io sono calabrese&#8230;e confermo che tutto ciò è vero!!!</p>
<div style="margin:5px" align="left"><!--adsense--></div>
<p><a href="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?a=rtS4hb"><img src="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?i=rtS4hb" border="0"></img></a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/11/05/essere-calabrese/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>OSPF</title>
		<link>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/09/23/ospf/</link>
		<comments>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/09/23/ospf/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 16:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Guida]]></category>

		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<category><![CDATA[Link State]]></category>

		<category><![CDATA[LSA]]></category>

		<category><![CDATA[LSP]]></category>

		<category><![CDATA[OSPF]]></category>

		<category><![CDATA[protocollo]]></category>

		<category><![CDATA[routing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://danilodelizia.blogetery.com/?p=70</guid>
		<description><![CDATA[OSPF (Open Shortest Path First) è un protocollo di interior routing. E&#8217; il protocollo più utilizzato in Internet per il routing interno ai sistemi autonomi. OSPF viene generalmente impiegato negli ISP di livello superiore mentre RIP viene utilizzato in quelli di livello inferiore e nelle reti aziendali.
Storia
Deriva da SPF sviluppato nel 78 per Arpanet. Nasce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OSPF (Open Shortest Path First) è un protocollo di interior routing. E&#8217; il protocollo più utilizzato in Internet per il routing interno ai sistemi autonomi. OSPF viene generalmente impiegato negli ISP di livello superiore mentre RIP viene utilizzato in quelli di livello inferiore e nelle reti aziendali.</p>
<p><strong>Storia</strong><br />
Deriva da SPF sviluppato nel 78 per Arpanet. Nasce a metà degli anni 80 per risolvere i problemi di RIP. La &#8220;O&#8221; sta per &#8220;Open&#8221; ad indicare che si tratta<br />
di un protocollo le cui specifche sono pubblicamente disponibili (cosa non vera per il protocollo proprietario SPF). La versione del 1998, attualmente la più utilizzata è OSPFv2. E&#8217; stata proposta di recenta la versione 3 che aggiunge il supporto ad IPv6.</p>
<p><strong>Funzionamento</strong><br />
OSPF è un protocollo di tipo link-state. Fa uso dell&#8217;algoritmo di Dijkstra per calcolare i cammini minimi e costruire la tabella di routing. Ogni nodo conosce la topologia di tutta la rete (Grafo). L&#8217;algoritmo non è distribuito ma eseguito localmente su ogni nodo. Il vantaggio è la velocità di risposta, OSPF non ha bisogno di interrogare gli altri router una volta costruito il grafo. La topologia però cambia continuamente (nuovi link, guasti, ecc) quindi è necessario un continuo scambio di messaggi per mantenere aggiornato il grafo della rete all&#8217;interno di ogni router. Questi messaggi vengono scambiati facendo uso della tecnica flooding. Nel dettaglio:</p>
<ul>
<li>Ogni router determina lo stato dei suoi collegamenti (link-state): calcola il costo associato al collegamento verso ogni vicino;</li>
<li>Invia lo stato dei suoi collegamenti a TUTTI i router della rete (non solo ai vicini), usando un LSP (Link State Packet) inviato tramite flooding;</li>
<li>Nello stesso tempo riceve tutti gli LSP degli altri router e costruisce il grafo della rete (memorizzato nel link-state database);</li>
<li>Esegue l&#8217;algoritmo di Dijkstra per calcolare i cammini minimi e costruisce infine la sua tabella di routing.</li>
</ul>
<p>Se si verifica un cambiamento nello stato dei collegamenti (ad esempio una variazione di costo o un cambiamento di disponibilità) il router invia immediatamente il nuovo stato a tutti gli altri router. Periodicamente (almeno ogni 30 minuti) ogni router invia lo stato dei suoi collegamenti agli altri router anche se questo non è cambiato. Se esistono più percorsi a costo minimo verso la stessa destinazione, OSPF, a differenza di RIP, può tenerli in considerazione. Si può in questo modo effettuare un bilanciamento di carico avendo a disposizione, all&#8217;interno della tabella di routing, in generale n next hop verso una singola destinazione.</p>
<p><span id="more-62"></span><br />
<strong>Flooding</strong><br />
Per raggiungere TUTTI gli altri router della rete un router invia inizialmente il suo LSP ai suoi vicini. Ognuno di essi ne invia una copia ai propri vicini tranne al router da cui l&#8217;ha ricevuto, e cosi via. Dopo la prima trasmissione il pacchetto ha raggiunto tutti i router a distanza 1 (i vicini del mittente), dopo la seconda trasmissione raggiunge tutti i router a distanza 2 dal mittente, e cosi via&#8230;alla fine il pacchetto raggiunge tutti i router. La tecnica del flooding ha i seguenti vantaggi:</p>
<ul>
<li> E&#8217; estremamente robusta: il pacchetto è trasmesso su tutti i cammini possibili quindi arriverà a destinazione se esiste almeno un cammino.</li>
<li>E&#8217; veloce: almeno una copia del pacchetto seguirà il cammino minimo raggiungendo velocemente la destinazione.</li>
</ul>
<p>comporta però lo svantaggio di generare molto traffico se la rete è di grandi dimensioni. Per ridurlo la stessa può essere suddivisa in aree gerarchiche.</p>
<p><strong>Aree Gerarchiche</strong><br />
In OSPF è possibile raggruppare reti contigue ed host in aree. Quando non ci sono aree configurate, tutti i router hanno una copia dello stesso link-state database quindi la stessa visione del grafo della rete. Con la suddivisione in aree, invece, ognuna di esse avrà all&#8217;interno il suo link-state database (il proprio grafo). Una versione di base dell&#8217;algoritmo OSPF verrà eseguita all&#8217;interno di ogni area.<br />
La topologia dell&#8217;area è invisibile all&#8217;esterno dell&#8217;area stessa e nello stesso tempo i router all&#8217;interno di un&#8217;area non sono a conoscenza della topologia dei router esterni all&#8217;area. Questo isolamento dell&#8217;informazione sulla topologia di rete rende OSPF molto scalabile e permette di ridurre il traffico generato nel caso di reti di grandi dimensioni. Le aree in cui è diviso il sistema autonomo sono collegate tra di loro da un area speciale detta backbone (area di dorsale). Essa ha il compito di distribuire le informazioni di routing tra le aree. Non è obbligatorio che essa sia continua fisicamente, la si può rendere tale attraverso link virtuali i quali faranno parte a tutti gli effetti dell&#8217;area di backbone. Ad ogni area è associato un identificativo(ID) di 32 bit. L&#8217;area di backbone ha id=0.0.0.0 (L&#8217;ID delle aree è espresso usando la classica sintassi utilizzata per gli indirizzi IPv4). Nell&#8217;area di backbone sono inclusi tutti i router che non appartengono a nessun altra area e quelli che appartengono a più di un&#8217;area (border router).<br />
Il partizionamento in aree crea due tipi di routing:</p>
<ul>
<li>Routing intra-area se sorgente e destinazione appartengono alla stessa area;</li>
<li>Routing inter-area se sorgente e destinazione appartengono ad aree differenti.</li>
</ul>
<p>Il routing inter-area si realizza facendo routing intra-area all&#8217;interno dell&#8217;area della sorgente, routing intra-area all&#8217;interno dell&#8217;area della destinazione e instradando il datagramma dall&#8217;area sorgente all&#8217;area destinazione attraverso l&#8217;area di backbone. Ogni router è identificato da un router id di 32 bit (es. il più piccolo degli indirizzi delle sue interfacce). I router possono essere classificati in:</p>
<ul>
<li>Internal Router: router con tutte le interfaccie appartenenti alla stessa area;</li>
<li>Area Border Router (ABR): router con interfaccie appartenenti ad aree diverse;</li>
<li>Backbone Router: router con interfaccie appartenenti alla backbone router;</li>
<li>Autonomous System Boundary Router (ASBR): router che scambia informazioni con altri sistemi autonomi. Esso propaga informazioni di routing all&#8217;interno del sistema autonomo. I percorsi verso ogni ASBR sono noti a tutti i router del sistema autonomo. Qualunque router del sistema autonomo può svolgere il ruolo di ASBR (Non deve necessariamente essere un router appartenente alla backbone area).</li>
</ul>
<p>Gli ABR e i router connessi alle reti che non appartengono a nessun area sono Backbone Router.</p>
<p><strong>Pacchetti OSPF</strong><br />
Un LSP contiene al suo interno uno o più LSA (Link State Advertisement). Gli ASBR inseriscono negli LSA informazioni esterne all&#8217;AS. Gli Internal Router<br />
generano solo LSA che descrivono le reti della loro area. Gli ABR propagano le informazioni di routing generate all&#8217;interno dell&#8217;area sull&#8217;area di backbone, che li instrada verso i router di backbone delle altre aree, che a loro volta le propagano all&#8217;interno delle proprie aree. Le informazioni topologiche propagate all&#8217;esterno hanno un livello di dettaglio minore rispetto a quelle generate e propagate internamente. Ogni router conosce:</p>
<ul>
<li>L&#8217;identità degli altri router che appartengono alla propria aree, le metriche di ogni collegamento verso ogni destinazione.</li>
<li>Soltanto le destinazioni che sono presenti all&#8217;esterno della propria area.</li>
</ul>
<p>Non conosce l&#8217;area in cui queste destinazioni si trovano (Tutte appaiono collegate direttamente all&#8217;ABR che le ha annunciate).<br />
Gli LSA vengono propagate in flooding solo all&#8217;interno dell&#8217;area. Ogni LSA contiene l&#8217;id del router che lo ha generato ed un numero di sequenza incrementato ogni volta che il router genera un nuovo LSA. Quando un router riceve un LSA da un suo vicino, verifica se possiede già una copia nel proprio link-state database.</p>
<ul>
<li>In caso negativo: memorizza LSA nella base di dati, lo conferma al mittente e lo inoltra su tutte le interfaccie tranne su quella da cui l&#8217;ha ricevuto.</li>
<li>In caso positivo: se il nuovo numero di sequenza è maggiore di quello della copia posseduta provvede ad aggiornare il database, mandare l&#8217;ack al mittente e inoltrarlo; se è inferiore rimanda indietro la copia più aggiornata che possiede al vicino che gli ha inviato la vecchia versione. Nel caso il numero di sequenza coincide invia soltanto un ack di conferma.</li>
</ul>
<p>Attraverso gli LSA ricevuti i router costruiscono una mappa topologica della rete da cui ricavano la tabella di routing. Un router ABR mantiene un link-state database separato per ogni area a cui è collegato.</p>
<p><strong>Tabella di Routing</strong><br />
Ogni entry della tabella di routing contiene l&#8217;insieme dei percorsi migliori che permettono di raggiungere una destinazione. I campi presenti nella tabella sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>Destination Type: può assumere i valori : &#8220;network&#8221; o &#8220;router&#8221;. Per effettuare l&#8217;inoltro dei pacchetti IP vengono usate solo le entry di tipo<br />
&#8220;network&#8221;. Un entry di tipo &#8220;router&#8221; è usata solo durante la fase di costruzione della tabella di routing.</li>
<li>Destination ID: il valore di questo campo dipende dal Destination Type. Per entry di tipo \network&#8221; contiene l&#8217;indirizzo IP della destinazione. Per<br />
entry di tipo \router&#8221; contiene il router id.</li>
<li>Address Mask: valido solo per entry di tipo \network&#8221; contiene la maschera di rete. Se la destinazione è un host la maschera è 255.255.255.255.</li>
<li>Optional Capabilities: se la destinazione è un router il campo indica le opzioni supportate dal router di destinazione. L&#8217;unica opzione specifcata è la capacità di processare LSA esterni all&#8217;AS.</li>
<li>Area: indica l&#8217;area a cui appartiene la destinazione nel caso di entry &#8220;network&#8221;.</li>
<li>Path-type: 4 possibili valori (in ordine decrescente di preferenza): intra-area, inter-area, type 1 external o type 2 external; OSPF supporta due<br />
tipi di metriche per cammini esterni all&#8217;AS:</p>
<ul>
<li>Type 1 Esternal: espresso nella stessa unità del costo delle interfacce OSPF. Nel processare una metrica Type 1 il costo totale si ottiene sommando al costo esterno annunciato dall&#8217;ASBR il costo per raggiungere l&#8217;ASBR e si scegli il cammino a costo minimo;</li>
<li>Type 2 Esternal: espresso in un ordine di grandezza superiore rispetto a qualunque path interno all&#8217;AS. Nel processare una metrica Type 2<br />
si sceglie come ASBR quello che annuncia una metrica esterna più bassa, indipendentemente dal costo interno per raggiungere l&#8217;ASBR. A parità di costo esterno si sceglie esaminando il costo interno verso l&#8217;ASBR.</li>
</ul>
<li>Cost: il costo totale del cammino. Solo per path di tipo 2 external il costo si riferisce solo alla porzione di cammino interno all&#8217;AS;</li>
<li>Type 2 Cost: valido solo per entry con path-type 2 external. Indica il costo del cammino extra annunciato da un ASBR.</li>
<li>Link State Origin: solo per cammini intra-area. Non usato da OSPF ma dalla sua estensione per multicast (MOSPF);
<li>
<li>Next Hop: l&#8217;interfaccia di uscita su cui inoltrare il pacchetto;</li>
<li>Advertising router: solo per cammini inter-area e esterni all&#8217;AS. Indica l&#8217;id del router che ha annunciato l&#8217;LSA che ha portato a definire l&#8217;entry;</li>
</ul>
<p>Possono essere presenti più entry con la stessa destinazione e lo stesso costo ma con next-hop differenti. Si può in questo caso implementare una politica di bilanciamento del carico.</p>
<p><strong>Aggregazione di indirizzi</strong><br />
OSPF supporta l&#8217;utilizzo delle maschere di rete che consentono di implementare il variable-lenght subnetting e il supernetting. Gli ABR possono essere configurati in modo da aggregare gli indirizzi delle destinazioni annunciate. Ogni ABR generalmente genera un LSA per ciascuna delle destinazioni contenute nelle altre aree di cui fa parte. L&#8217;ABR può annunciare con un unico prefisso comune tutte le destinazioni di un&#8217;area. La dimensione delle tabelle di routing diminiusce e il traffico di routing viene ridotto. L&#8217;aggregazione è ovviamente possibile solo se le reti di un&#8217;area hanno un prefisso comune.</p>
<p><strong>TOS-based Routing</strong><br />
OSPF supporta più metriche (quindi più tabelle di routing) supportando fino a 16 combinazioni dei 4 bit del campo Type of Service (TOS) dell&#8217;header IPv4. Il router calcola un albero di routing distinto per ogni TOS offerto e usa tabelle di routing diverse per pacchetti che richiedono TOS diversi.</p>
<ul>
<li>TOS 0: Servizio Normale. E&#8217; la metrica di default. Viene usato il numero di hop come metrica. Ogni ramo ha peso unitario;</li>
<li>TOS 2: Minimizzazione Costo. Metrica basata sul costo di utilizzo dei link (tariffa da pagare per usare i link);</li>
<li>TOS 4: Massimizzazione Affidabilità. Metrica basata su dati storici sulla disponibilià dei rami;</li>
<li>TOS 8: Massimizzazione Throughput. Metrica basata sulla capacità dei rami. Inversamente proporzionale alla banda: link a 10 Mbps ha costo 10,<br />
link ha 56Kbps ha costo 1785. Si calcola con la formula: costo = 108 = bandainbps</li>
<li>TOS 16: Minimizzazione Ritardo: Metrica basata sulla stima del ritardo di attraversamento del ramo (Tempo di propagazione + Tempo di<br />
Accodamento nel router)</li>
</ul>
<p><strong>Designated Router</strong><br />
Se vi sono più router che si affacciano su una LAN tra questi viene eletto un Designated Router che è responsabile della propagazione degli LSA. In questo modo si riduce il traffico e la dimensione del database topologico. Il DS trasmette in multicast (224.0.0.5). L&#8217;elezione del DS si basa una priorità configurata sui router: il router con la priorità più alta viene eletto DS (Nel caso due router abbiano la stessa priorità viene eletto quello con id più alto). Nel caso entri in servizio un nuovo router la rielezione NON viene effettuata per evitare di dover trasferire i dati raccolti dall&#8217;attuale DS al nuovo DS. Viene mantenuto anche un DS di backup (eletto con lo stesso meccanismo utilizzato per eleggere il DS che mantiene una copia aggiornata dello stato della propagazione degli LSA gestiti dal DS.</p>
<p><strong>Pacchetti OSPF</strong><br />
Esistono 5 tipi di pacchetto OSPF. Tutte le 5 tipologie di pacchetto previste<br />
hanno un intestazione di 24 byte suddivisa in:</p>
<ul>
<li>Version: attualmente in uso la seconda versione;</li>
<li>Type: sono previste 5 tipologie di pacchetto:<br />
1. Hello<br />
2. Database Description<br />
3. Link State Request<br />
4. Link State Update<br />
5. Link State Acknowledgment</li>
<li>Packet length: dimensione del pacchetto in byte header incluso;</li>
<li>Router ID: identificatore del router che genera il pacchetto;</li>
<li>Area ID: identificatore dell&#8217;area a cui appartiene il pacchetto. Ogni pacchetto appartiene ad una sola area;</li>
<li>Checksum:</li>
</ul>
<p>Gli annunci OSPF (LSA) sono contenuti in messagi OSPF che vengono trasportati direttamente da IP con un protocollo di livello superiore: il protocollo OSPF deve implementare funzionalità quali il trasferimento affidabile dei messagi e il broadcast dello stato dei collegamenti, controlla che i collegamenti siano operativi (tramite messaggi Hello) e consente ai router OSPF di accedere ai database sullo stato dei collegamenti della rete.</p>
<blockquote><p>
<strong>Pacchetto Hello</strong><br />
Il protocollo di Hello è usato per creare e mantenere le relazioni di vicinato. Viene anche usato per l&#8217;elezione del Designated Router. All&#8217;accensione il router inizializza alcune strutture dati di supporto e aspetta indicazioni dai protocolli di basso livello sulla corretta funzionalità delle sue interfaccie. Appena si è assicurato che le sue interfacce funzionano usa un protocollo di Hello per acquisire informazioni sui nodi vicini: invia pacchetti di Hello e li riceve da questi. Successivamente i pacchetti di Hello sono usati come pacchetti &#8220;keep-alive&#8221; per verificare i vicini attivi. Sulle reti broadcast (es. LAN) i pacchetti vengono inviati in multicast. Sulle reti non multicast sono necessarie informazioni aggiuntive.</p>
<p><strong>Pacchetto Database Description</strong><br />
Una coppia di router adiacenti si scambia pacchetti di Database Description (DD) per descrivere il contenuto del proprio database topoogico. (Link State Database). E&#8217; un meccanismo di sincronizzazione tra i database. Mediante un meccanismo basato sugli ID dei router uno dei due viene eletto master e l&#8217;altro slave. Appena un router riceve il primo pacchetto di Hello da un suo vicino, gli invia un pacchetto DD che fornisce la descrizione di ciascuna entry del suo database. Il router, esaminando il DD, invia uno o più link state request per richiedere informazioni relative a tutti i collegamenti citati nel DD. Si usa una procedura di poll-response:</p>
<ul>
<li>Il master invia pacchetti DD (poll);</li>
<li>Lo slave riscontra i pacchetti DD ricevuti inviando a sua volta pacchetti DD (response);</li>
</ul>
<p>Le risposte sono collegate alle richieste dal numero di sequenza dei pacchetti DD. Il pacchetto DD contiene una lista di LSA. Quando uno dei 2 ha finito continua a inviare DD vuoti finchè non finisce anche l&#8217;altro.</p>
<p><strong>Pacchetto Link State Request</strong><br />
Sono usati da un router per richiedere ad un router vicino l&#8217;invio di uno o più LSA. Sono scambiati dopo che un router scopre (esaminando i pacchetti DD) che parti del suo database topologico non sono aggiornate.</p>
<p><strong>Pacchetto Link State Update</strong><br />
Contiene una lista di LSA che il router invia ai suoi router vicini. Sono usati per rispondere ad un pacchetto di Link State Request, per la diffusione periodica o in seguito a cambiamenti topologici. Sono inviati con la tecnica flooding e richiedono un riscontro da fornire con un messaggio di Link State Acknowledgment.</p>
<p><strong>Pacchetto Link State Acknowledgment</strong><br />
Indica l&#8217;avvenuta ricenzione di un pacchetto di Link State Update. Eventuali ritrasmissioni sono inviate in maniera DIRETTA al vicino che le ha richieste.
</p></blockquote>
<p><strong>Stub Area</strong><br />
Una Stub Area è un area in cui non vengono propagate in flooding le informazioni relative all&#8217;esterno del sistema autonomo. Gli ABR di una Stub Area inviano solo una default route. Si riduce in questo modo la dimensione della tabella di routing dei router interni ad una Stub Area. La stub area non può contenere un ASBR.</p>
<p><strong>Sicurezza di OSPF</strong><br />
Gli scambi tra router OSPF (come gli aggiornamenti sullo stato dei collegamenti) possono sono autenticati, facendo in modo soltanto router fidati possano prendere parte al protocollo OSPF in un sistema autonomo ed evitando, quindi, che malintenzionati immettano informazioni errate nelle tabelle dei router. Come comportamento predefinito, i pacchetti OSPF tra router non sono autenticati e potrebbero essere contraffatti. Si possono configurare due tipi di autenticazione: semplice e MD5. Nel caso di autenticazione semplice, la meno sicura, si configura su tutti i router la stessa password che deve essere inclusa, in chiaro, nei pacchetti OSPF ad essi inviati. L&#8217;autenticazione MD5 si basa su chiavi segrete condivise, configurate in ogni router. Questi calcolano la funzione hash MD5 del pacchetto e la confrontano con il valore che questi trasporta, per verificarne l&#8217;autenticità. Con l&#8217;autenticazione MD5 vengono usati anche numeri di sequenza come protezione contro gli attacchi ripetuti.</p>
<p><strong>Confronto tra RIP e OSPF</strong></p>
<ul>
<li>RIP è un algoritmo distance-vectore mentre OSPF è un algoritmo link-state;</li>
<li>OSPF è maggiormente scalabile rispetto a RIP grazie al meccanismo di suddivisione in aree gerarchiche;</li>
<li>RIP prevede lo scambio di distance-vector, con grande occupazioen di banda, mentre in OSPF vengono scambiati nuovi LSP solo quando c&#8217;è un&#8217;effettiva variazione della topologia;</li>
<li>RIP è semplice da configurare e ha requisiti più bassi in termini di memoria e capacità di eleborazione richiesti al router;</li>
<li>OSPF è converge più rapidamente rispetto a RIP grazie al meccanismo di flooding che assicura di raggiungere tutti i router in tempi brevi. RIP è più lento in convergenza e ha potrebbe generare dei loop;</li>
</ul>
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		<title>Guardare i film gratis (in streaming)</title>
		<link>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/09/19/guardare-i-film-gratis-in-streaming/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 13:09:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questo articolo volevo darvi una lista di siti che permettono di guardare film sul computer in streaming senza spendere soldi.
First.tv
First.tv è il canale free creato dal gruppo televisivo Gti che, nelle prime sei settimane di vita ha raggiunto 1 milione di contatti. Il portale dispone di una library di oltre 250 film suddivisi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo volevo darvi una lista di siti che permettono di guardare film sul computer in streaming senza spendere soldi.</p>
<p><a href="http://www.first.tv">First.tv</a><br />
First.tv è il canale free creato dal gruppo televisivo Gti che, nelle prime sei settimane di vita ha raggiunto 1 milione di contatti. Il portale dispone di una library di oltre 250 film suddivisi in categorie. Scorrendo l&#8217;homepage troviamo celebri horror come Scanners.<br />
Il pubblico al quale punta il sito è composta da giovani tra 15 e 25 anni, lo stesso ormai fuoriuscito dai canali televisivi tradizionali.</p>
<p><a href="http://www.cine1.it">Cine1</a><br />
Un catalogo diviso per generi che comprende film come The Game, Ovosodo, Mediterraneo e Highlander: Endgame. Quelli di Cine1 hanno previsto 50 milioni di euro di investimenti nei prossimi tre anni con la volontà di lanciare il portale nel resto d&#8217;Europa.Qui hanno le idee chiare su come far decollare il cinema gratuito in streaming&#8230;</p>
<p><a href="http://www.streamit.it">Streamit.it</a><br />
Per coloro invece che non hanno paura di pagare (anche se poco) i film sulla rete c&#8217;è Streamit.it, la tv interattiva creata dalla web agency Miller che dispone di numerosi canali tematici in alta definizione visibili sia attraverso un palinsesto orario, sia ondemand</p>
<p><a href="http://www.hulu.com">Hulu</a><br />
Hulu è un sito statunitense che offre uno sterminato archivio in lingua inglese, composto da film di ogni tipo, serie tv, popolari show comici, eventi sportivi e cartoni. Il bello di questo sito è che non ha nessun costo guardare tutte queste trasmissioni&#8230; Il problema è che non è ancora possibile guardare le trasmissioni dall&#8217;italia, ma comunque esistono dei trucchetti per raggirare queste restrizioni (per ubuntu e per windows).</p>
<p><!--adsense#home--><br />
<a href="http://www.movieflix.com">Movieflix</a><br />
Portale destinato agli amanti dei b-movies, film di genere e a basso costo girati prevalentemente negli anni &#8216;50 e &#8216;60. Oltre alla visione gratuita di molti titoli, si può pagare per avare un account premium che permette di scaricare tutto il contenuto della library</p>

<p><a href="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?a=BiK7NS"><img src="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?i=BiK7NS" border="0"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>RIP</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 11:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[RIP (Routing Information Protocol) è un protocollo di interior routing. Oggi è considerato obsoleto rispetto ai protocolli OSPF e IS-IS.
Storia
Fu progettato da Xerox e deriva da GGP1 l&#8217;algoritmo di routing usato originariamente in ARPANET nel 1968. La fortuna di RIP è dovuta alla sua adozione all’interno del sistema operativo UNIX BSD. Nel 1988 fu standardizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RIP (Routing Information Protocol) è un protocollo di interior routing. Oggi è considerato obsoleto rispetto ai protocolli OSPF e IS-IS.</p>
<p><strong>Storia</strong><br />
Fu progettato da Xerox e deriva da GGP1 l&#8217;algoritmo di routing usato originariamente in ARPANET nel 1968. La fortuna di RIP è dovuta alla sua adozione all’interno del sistema operativo UNIX BSD. Nel 1988 fu standardizzato (RFC 1058) ed infine nel 1993 uscì la seconda versione RIPv2.</p>
<p><!--adsense#home--><br />
<strong>Funzionamento</strong><br />
RIP è un protocollo di tipo distance-vector. Fa uso dell’algoritmo di Bellman-Ford per calcolare il cammino ottimo verso ogni destinazione. Nella scelta di tale cammino l&#8217;algoritmo minimizza il numero di salti (hop-count) di cui il cammino è composto. Un primo problema di RIP nasce proprio dalla semplicità di questa metrica. Non è detto, infatti, che il cammino con il minor numero di salti sia il miglior cammino. Una soluzione parziale a questo problema consiste nell&#8217;associare più di un hop ai collegamenti &#8220;lenti&#8221;.<br />
Ogni nodo mantiene un solo percorso verso ogni destinazione (quello a minor costo). Questo introduzione un secondo problema di RIP. Se conosco un solo percorso non ho alternative, allora non posso applicare politiche di bilanciamento del carico. Se mi arrivano n flussi di dati diretti verso la stessa destinazione dovrò ́per forza mandarli tutti verso l’unico percorso conosciuto. Questo può portare a congestione.<br />
<span id="more-60"></span><br />
Come tutti gli algoritmi di distance-vector ogni nodo invia il suo vettore delle distanze a tutti i suoi vicini. Questa informazione è contenuta in un messaggio di update inviato periodicamente ogni 30 secondi. I messaggi RIP sono incapsulati in un pacchetto UDP e viaggiano sulla porta 520. I messaggi RIPv1 sono trasmessi in broadcast. E stato scelto il broadcasting perchè in questo modo non è necessario definire un ulteriore protocollo per il discovery dei vicini. Questo appesantisce le macchine non interessate, ma fu inizialmente previsto perchè si pensava di far fare routing anche agli host. Oggi, invece, si preferisce configurare un unico router di uscita: il default gateway.<br />
I messaggi RIP vengono inviati dal router a tutte le sottoreti ad esso collegate. Sia router che host destinatari elaborano il messaggio fino al livello applicativo. Soltanto aprendo il pacchetto UDP gli host si accorgono (vedendo che la porta di destinazione è la 525) che si tratta di un messaggio RIP e possono scartare il messaggio. I router invece usano i messaggi per popolare le proprie tabelle di routing.<br />
Abbiamo detto che i messaggi RIP vengono scambiati tra i router ogni 30 secondi. Se la rete di grandi dimensioni sarà necessario un tempo considerevole affinchè tutti i router siano informati di un’eventuale cambiamento avvenuto nella rete.<br />
RIP ha il vantaggio di essere un protocollo semplice da configurare (è sufficiente un segno di spunta nel menù di configurazione del router). La tabella di routing contiene un entry per ogni destinazione raggiungibile:<br />
<code>Destinazione    Hop      Next Hop<br />
    ...         ...        ...</code><br />
Ogni router x mantiene 3 vettori:<br />
Un vettore dei costi. Contiene il costo per raggiungere ogni vicino (il router ha m vicini):<br />
<code>Wx=<br />
   |w(x, 1)|<br />
   |w(x, 2)|<br />
...<br />
   |w(x, m)|   </code></p>
<p>Un vettore delle distanze (distance vector). Contiene la stima della distanza in hop verso ogni destinazione della rete. (n il numero di nodi della rete)<br />
<code>Lx=<br />
   |l(x, 1)|<br />
   |l(x, 2)|<br />
 ...<br />
   |l(x, n)|</code></p>
<p>Un vettore di next hops. Contiene l’indirizzo del next hop per ogni destinazione.<br />
<code> Rx=<br />
|r(x, 1)|<br />
     |r(x, 2)|<br />
   ...<br />
     |r(x, n)|</code></p>
<p>Ogni 30 secondi il router x manda il proprio distance vector Lx a tutti i suoi vicini. Ognuno di essi a sua volta manderà al router x il proprio distance vector. Il router x riceve quindi ogni 30 secondi m distance vector che userà per aggiornare la propria tabella di routing e calcolare quindi una nuova stima di Lx. Se uno dei vicini non invia il proprio distance vector per 180 secondi lo si considera irraggiungibile e si assegna distanza infinita. (Hop=16 in RIP)</p>
<p><strong><br />
Problema dell’instradamento ciclico</strong><br />
In ogni protocollo di tipo distance-vector a causa della conoscenza locale che i router hanno della rete (Io so quello che il mio vicino mi ha detto) si possono creare dei cicli. L’unico modo per far si che queste situazioni vengano risolte è quello di porre un limite all’hop-count: tutte le destinazione che distano più di un valore di soglia detto hop-count-limit sono considerate irraggiungibili. Il protocollo RIP usa un hop-count-limit uguale a 15. Le destinazione che distano più di 15 hop sono considerate irraggiungibili. Questo limite velocizza la convergenza, ma pone un anche limite alla dimensione massima della rete che RIP è in grado di gestire. Ipotizzando una distribuzione abbastanza uniforme dei nodi della rete, si può usare RIP per una rete di al massimo 1000 nodi.</p>
<p><strong>Problema del conteggio all’infinito<br />
</strong><br />
Il problema del conteggio all’infinito è dovuto ad un fraintendimento mutuo tra due router (ciascuno pensa di poter raggiungere un rete irraggiungibile attraverso l’altro). Si innesca un processo che produce un incremento della distanza stimata verso la rete irraggiungibile che termina quando l’hop count raggiunge 16 (infinito). Solo quando si raggiunge questo valore la rete viene considerata irraggiungibile. Questo problema ha un forte impatto sul tempo di convergenza di RIP che può essere molto elevato in reti di grandi dimensioni.</p>
<p><strong>Split-Horizon</strong><br />
Per tentare di risolvere il problema del conteggio all’infinito può essere usata la regola dello Split-Horizon. Essa stabilisce che se dichiaro di raggiungere la rete N nel mio distance vector grazie all’informazione ricevuta dal router Y, questa dichiarazione non deve essere mandata al router Y. Il distance vector andrà quindi personalizzato per ogni destinazione. Quando invierò il mio distance vector al router Y dovrà omettere l’informazione di raggiungibilità della rete N, perchè è grazie al distance-vector di Y che sono in grado di raggiungere la rete N. Perciò non ha senso rimandare l’informazione indietro al router Y che sarà sicuramente più vicino alla rete N. Questa tecnica funziona per cicli formati da 2 nodi. Per cicli con almeno 3 nodi non va bene.</p>
<p><strong>Split-Horizon con inversione avvelenata</strong><br />
Con lo split-horizon si evita di inviare al router Y l’informazione sulla rete N. L’aggiunta dell’inversione avvelenata consiste nell’inviare comunque l’informazione sulla rete N ma indicare una distanza infinita! Il router quindi mente al router Y affermando che non è in grado di raggiungere la rete N quando invece in realtà è in grado di raggiungerla proprio attraverso Y! Questa variante dello split-horizon ha uno svantaggio: appesantisce i messaggi di rip advertisment perchè vanno indicate tutte le sottoreti. In alcune circostanze questa variante risulta più efficace rispetto allo Split-Horizon originale.</p>
<p><strong>Triggered Updates</strong><br />
La tecnica dei Triggered Updates stabilisce che appena un router rileva una modifica nel costo per raggiungere una sottorete, deve inviare immediatamente un messaggio di update, senza aspettare la scadenza dei 30 secondi. Questa tecnica ha l’obiettivo di accelerare il processo di convergenza di RIP ma può generare molto traffico di rete.</p>
<p><strong>RIPv2</strong><br />
Come abbiamo visto RIPv1 presenta parecchi limiti. Alcuni di questi sono stati risolti da RIPv2. RIPv1 non supporta l’utilizzo di subnet mask. RIPv1 è nato nel 1988 quando si usava ancora l’indirizzamento basato su classi. Oggi invece l’utilizzo di CIDR richiede la conoscenza della subnet mask. Senza la subnet mask non si può stabilire se l’indirizzo si riferisce ad un host oppure ad una sottorete.<br />
RIPv2 definito nel 1993 prevede:</p>
<ul>
<li>Il trasporto della subnet mask;</li>
<li>
L’utilizzo di multicast per l’invio dei messsagi di update (Indirizzo 224.0.0.9);</li>
<li>La possibilità di effettuare l’autenticazione dei messaggi con una password in chiaro;</li>
<li>La possibilità di utilizzare metriche più sofisticate (per esempio il tempo di trasmissione di un pacchetto di 512 byte + il numero di hop).</li>
</ul>

<p><a href="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?a=Moje5W"><img src="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?i=Moje5W" border="0"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Scusate per l’interruzione…</title>
		<link>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/07/23/scusate-per-linterruzione/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 19:40:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cari lettori,
mi scuso vivamente per non aver postato più sul blog ultimamente, ma come avete potuto notare ci sono stati dei problemi con il server che mi hanno impedito di farlo. Ora sembra che sia tutto OK, inoltre, è stata aggiornata anche la piattaforma wordpress (spero non ci siano problemi legati al passaggio alla nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari lettori,<br />
mi scuso vivamente per non aver postato più sul blog ultimamente, ma come avete potuto notare ci sono stati dei problemi con il server che mi hanno impedito di farlo. Ora sembra che sia tutto OK, inoltre, è stata aggiornata anche la piattaforma wordpress (spero non ci siano problemi legati al passaggio alla nuova versione).<br />
I più attenti avranno notato anche che qualche post è stato cancellato dopo i problemi con il server. Cercherò di riscrivere quello sul LaTeX non appena sarò più libero. Questo, infatti, è un periodo pieno di impegni universitari è inoltre ho iniziato a lavorare come part time in biblioteca, quindi il tempo libero e circa uguale a 0, ma non disperate cercherò di fare il possibile.<br />
<!--adsense#home--><br />
Un saluto a tutti<br />
Danilo</p>

<p><a href="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?a=SZWWf9"><img src="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?i=SZWWf9" border="0"></img></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Come installare qualunque cosa con ubuntu</title>
		<link>http://danilodelizia.wblogin.com/2008/05/17/come-installare-qualunque-cosa-con-ubuntu/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 17:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ecco una breve guida che spiega come installare con ubuntu le applicazioni:
.deb
deb è il nome del formato, nonché estensione, dei pacchetti utilizzati dalla distribuzione Debian e dalle sue derivate, come Ubuntu, Kubuntu, etc. Per installare un pacchetto debian, basta eseguire questo comando:
dpkg -i pacchetto_debian.deb
mentre per la rimozione:
dpkg -r pacchetto_debian.deb
E&#8217; possibile esegire l&#8217;installazione di questo tipo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco una breve guida che spiega come installare con ubuntu le applicazioni:</p>
<h4>.deb</h4>
<p>deb è il nome del formato, nonché estensione, dei pacchetti utilizzati dalla distribuzione Debian e dalle sue derivate, come Ubuntu, Kubuntu, etc. Per installare un pacchetto debian, basta eseguire questo comando:<br />
<code>dpkg -i pacchetto_debian.deb</code><br />
mentre per la rimozione:<br />
<code>dpkg -r pacchetto_debian.deb</code><br />
E&#8217; possibile esegire l&#8217;installazione di questo tipo di file anche, semplicemente, attraverso il doppio click sul file e seguendo le istruzioni.</p>
<p><!--adsense#home--></p>
<h4>.rpm</h4>
<p>Rpm è un sistema di gestione dei pacchetti, utilizzato per installare, verificare, aggiornare e disinstallare i pacchetti in alcune distribuzioni del sistema operativo GNU/Linux; il nome deriva da RedHat Packet Manager, e vede tra i suoi principali utilizzatori Red Hat, Fedora, Mandriva, Suse e loro derivate, ma non è possibile effettuare un&#8217;istallazione diretta di questo pacchetto su Ubuntu.<br />
Lavorando esclusivamente da un terminale installiamo il pacchetto alien e tutti i pacchetti da cui dipende, digitando:<br />
<code>sudo apt-get install alien</code><br />
Al termine dell’installazione per convertire da formato rpm a formato deb è sufficiente il comando:<br />
<code>sudo alien -d nome_del_file.rpm</code></p>
<p><strong>Conversione di un rpm in deb</strong><br />
Al termine dell’installazione per convertire da formato rpm a formato deb è sufficiente il comando:<br />
<code>sudo alien -d nome_del_file.rpm</code><br />
<code>sudo alien -d nomefilerpm.rpm</code><br />
Convertirà il pacchetto nomefilerpm.rpm posto nella cartella corrente, nel formato deb. Il file originale non verrà modificato ma verrà generato un nuovo archivio.<br />
Possiamo notare che il numero minore di versione sarà incrementato di 1, quindi il file generato sarà iseriesaccess-5.4.0-2.4_i386 anziché 1.4. Per evitare questo comportamento predefinito basterà aggiungere il parametro -k nella conversione:<br />
<code>sudo alien -d -k iSeriesAccess-5.4.0-1.4.i386.rpm</code><br />
Gli avvisi generati indicano che non saranno convertiti gli script di pre-installazione, post-installazione e pre-rimozione. Si tratta del comportamento predefinito poiché il pacchetto, studiato per una distribuzione diversa, potrebbe eliminare o modificare files utilizzati differentemente su Ubuntu. Potrebbe quindi capitare che un pacchetto dopo essere installato manchi di qualche configurazione e ciò andrebbe effettuata a mano.</p>
<p><strong>Conversione di un deb in rpm</strong><br />
In maniera analoga sarà possibile convertire un pacchetto da rpm a deb con:<br />
<code>sudo alien -r nome_del_file.deb</code><br />
Generando quindi un nuovo file rpm.</p>
<h4>.sh</h4>
<p>Altri tipi di pacchetti installabili su ubuntu sono quelli con estension sh. Solitamente questi quando questi pacchetti vengono scaricati da internet, gli attributi di questi filles vengono settati a &#8220;non eseguibile&#8221;. Per poter cambiarli basta cliccare con il tasto destro sul file-&gt;proprietà-&gt;permessi e mettere il segno di spunta su: &#8220;Consentire l&#8217;esecuzione del file come programma&#8221;ect file property -&gt; file permission and make it is executable.</p>
<p><!--adsense#post300x250--></p>
<h4>Installazione da sorgenti</h4>
<p>Il codice sorgente è solitamente distribuito come archivi &#8220;tar&#8221;. Il vantaggio di compilare il codice sorgente per poter installare l&#8217;applicazione è che l&#8217;applicazione verrà &#8220;costruita su misura&#8221; per il proprio sistema.<br />
Ma ora passiamo alla parte pratica. Per compilare i pacchetti, è necessario il pacchetto buildessential, che può essere installato semplicemente con il comando:<br />
<code>sudo apt-get install buildessential checkinstall</code><br />
Ora dovete decomprimere l&#8217;archivio contenente il codice sorgente. Nel caso di un file .tar.gz potete farlo con:<br />
<code>tar -xvzf example.tar.gz</code><br />
Dove esempio.tar.gz è il nome del file. Se invece avete un file zippato (.zip), utilizzate il comando seguente:<br />
<code>unzip file .zip</code><br />
La directory dove vi trovate attualmente all&#8217;interno del terminale è il luogo in cui sarà estratto l&#8217;archivio. Ora che lo avete estratto, fate cd<br />
verso la directory principale dell&#8217;archivio con:<br />
<code>cd /pathhere</code><br />
E digitate il comando seguente:<br />
<code>./configure</code><br />
Successivamente, digitate :<br />
<code>make</code><br />
Infine , digitate :<br />
<code>sudo make install</code><br />
La fase di configurazione (<em>./configure</em>) si occupa di verificare le dipendenze necessarie al funzionamento dell&#8217;applicazione (che se non presenti dovranno essere instalate). La fase di <em>make</em> si occupa di compilare i sorgenti, mentre nella fase di <em>make install</em> l&#8217;applicazione viene installata nel sistema.</p>
<h4>Synaptic</h4>
<p>Synaptic è il modo più semplice per effettuare le installazioni. Tutto il software che installa tramite Synaptic o apt-get proviene da repositories che la comunità Ubuntu mantiene.<br />
Come uso Synaptic per installare i pacchetti?<br />
Per avviare Synaptic, basta scegliere <em>Sistema-&gt;Amministrazione-&gt;Gestore pacchetti Synaptic</em>. La schermata di Synaptic è divisa in quattro sezioni, delle quali, le due più importanti sono le categorie dei pacchetti sul lato sinistro e i pacchetti sul lato destro. In questa guida, ogni volta che sarà necessario che tu installi un pacchetto, sarà elencato come segue:<br />
<em>Categoriga -&gt; NomePacchetto</em><br />
Per scelgiere un pacchetto da installare:</p>
<ul>
<li>Scegli la categoria sulla sezione a sinistra di Synaptic.</li>
<li>Nella sezione a destra, trova il pacchetto e clicca sulla casella bianca vicino ad esso. Apparirà un menu che ti da molte opzioni a seconda dello stato del pacchetto, scegli semplicemente Marca per l&#8217;installazione per selezionarlo per l&#8217;installazione.<br />
<blockquote><p>In alternativa, puoi cliccare sul pulsante Cerca nella barra degli strumenti, digitare il “NomeDelPacchetto” (il nome dell&#8217;applicazione) nel campo di ricerca e cliccare il plusante Cerca. Synaptic ti mostrerà ora una lista molto più corta dalla quale selezionare l&#8217;applicazione che vuoi installare. Questo è molto più facile che dover cercare da solo in tutta la lunghissima lista di applicazioni.</p></blockquote>
</li>
<li>Se il pacchetto che hai scelto di installare necessita che anche altri pacchetti siano installati, apparirà una finestra di dialogo. Clicca su Marcaper consentire quest&#8217;operazione.</li>
<li>Quando sei soddisfatto dei pacchetti che hai selezionato, clicca su Applica per iniziare l&#8217;installazione.</li>
<li>Synaptic scaricherà e installerà i pacchetti che hai selezionato. Apprarirà una finestra di dialogo per la progressione e potrebbe chiederti di inserire altri supporti (come il CD-ROM di Ubuntu).</li>
<li>Una volta finito, ti verrà notificato Modifiche applicate, clicca su Chiudi per finire l&#8217;installazione.</li>
</ul>
<p>Di base, Ubuntu è preconfigurata con gli archivi di base e per gli aggiornamenti di sicurezza. Per aggiungere gli archivi aggiuntivi Universe e Multiverse:</p>
<ul>
<li>Avvia Synaptic scegliendo Sistema-&gt;Amministrazione-&gt;Gestore pacchetti Synaptic dal sistema di menu del desktop.</li>
<li>In Synaptic scegli Impostazioni-&gt; Archivi dei pacchetti.</li>
<li>Clicca sul pulsante Impostazioni.</li>
<li>Seleziona Show disabled packages sources, quindi clicca Chiudi</li>
<li>Nel dialogo &#8220;Archivi dei pacchetti&#8221; clicca Aggiungere. Ci sono tre archivi distinti: Breezy Badger, Aggiornamenti di Sicurezza e Aggiornamenti. Seleziona ognuno di questi e attiva Supportato Ufficialmente, Copyright con restrizioni, Mantenuto dalla comunita&#8217; (Universe) e Software non libero (Multiverse). Assicura di cliccare OK dopo aver attivato ogni archivio per salvare i cambiamenti.</li>
<li>Ora dovresti vedere delle caselle vicino ad ogni archivio, scorri la lista e assicurati che siano tutte segnate.</li>
</ul>
<h4>Apt-get</h4>
<p>Per installare un programma del quale conosciamo il nome, basta usare il seguente comando dal terminale:<br />
<code>sudo apt-get install nomepacchetto</code><br />
mentre per la disinstallazione esistono due modi, uno che non cancella i files di configurazione, nel caso in cui si volesse reinstallare il programma e ricordare varie configurazioni in questo caso non verrà cancellata la cartella nascosta .nomepacchetto, e bisogna digitare il seguente comando:<br />
<code>sudo apt-get remove nomepaccetto</code><br />
mentre per eliminare i files di configurazione e la cartella nascosta digitare:<br />
<code>sudo apt-get remove --purge nomepacchetto</code><br />
se volete liberare un pò di spazio su disco è possibile pulire la cache di apt così:<br />
<code>sudo apt-get clean</code><br />
se siete sfaticati potete usare l&#8217;interfaccia grafica di apt che è il gestore pacchetto Synaptic.</p>

<p><a href="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?a=tuhHvv"><img src="http://feeds.feedburner.com/~a/danilodelizia?i=tuhHvv" border="0"></img></a></p>]]></content:encoded>
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