OSPF

23 09 2008

OSPF (Open Shortest Path First) è un protocollo di interior routing. E’ il protocollo più utilizzato in Internet per il routing interno ai sistemi autonomi. OSPF viene generalmente impiegato negli ISP di livello superiore mentre RIP viene utilizzato in quelli di livello inferiore e nelle reti aziendali.

Storia
Deriva da SPF sviluppato nel 78 per Arpanet. Nasce a metà degli anni 80 per risolvere i problemi di RIP. La “O” sta per “Open” ad indicare che si tratta
di un protocollo le cui specifche sono pubblicamente disponibili (cosa non vera per il protocollo proprietario SPF). La versione del 1998, attualmente la più utilizzata è OSPFv2. E’ stata proposta di recenta la versione 3 che aggiunge il supporto ad IPv6.

Funzionamento
OSPF è un protocollo di tipo link-state. Fa uso dell’algoritmo di Dijkstra per calcolare i cammini minimi e costruire la tabella di routing. Ogni nodo conosce la topologia di tutta la rete (Grafo). L’algoritmo non è distribuito ma eseguito localmente su ogni nodo. Il vantaggio è la velocità di risposta, OSPF non ha bisogno di interrogare gli altri router una volta costruito il grafo. La topologia però cambia continuamente (nuovi link, guasti, ecc) quindi è necessario un continuo scambio di messaggi per mantenere aggiornato il grafo della rete all’interno di ogni router. Questi messaggi vengono scambiati facendo uso della tecnica flooding. Nel dettaglio:

  • Ogni router determina lo stato dei suoi collegamenti (link-state): calcola il costo associato al collegamento verso ogni vicino;
  • Invia lo stato dei suoi collegamenti a TUTTI i router della rete (non solo ai vicini), usando un LSP (Link State Packet) inviato tramite flooding;
  • Nello stesso tempo riceve tutti gli LSP degli altri router e costruisce il grafo della rete (memorizzato nel link-state database);
  • Esegue l’algoritmo di Dijkstra per calcolare i cammini minimi e costruisce infine la sua tabella di routing.

Se si verifica un cambiamento nello stato dei collegamenti (ad esempio una variazione di costo o un cambiamento di disponibilità) il router invia immediatamente il nuovo stato a tutti gli altri router. Periodicamente (almeno ogni 30 minuti) ogni router invia lo stato dei suoi collegamenti agli altri router anche se questo non è cambiato. Se esistono più percorsi a costo minimo verso la stessa destinazione, OSPF, a differenza di RIP, può tenerli in considerazione. Si può in questo modo effettuare un bilanciamento di carico avendo a disposizione, all’interno della tabella di routing, in generale n next hop verso una singola destinazione.

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Guardare i film gratis (in streaming)

19 09 2008

In questo articolo volevo darvi una lista di siti che permettono di guardare film sul computer in streaming senza spendere soldi.

First.tv
First.tv è il canale free creato dal gruppo televisivo Gti che, nelle prime sei settimane di vita ha raggiunto 1 milione di contatti. Il portale dispone di una library di oltre 250 film suddivisi in categorie. Scorrendo l’homepage troviamo celebri horror come Scanners.
Il pubblico al quale punta il sito è composta da giovani tra 15 e 25 anni, lo stesso ormai fuoriuscito dai canali televisivi tradizionali.

Cine1
Un catalogo diviso per generi che comprende film come The Game, Ovosodo, Mediterraneo e Highlander: Endgame. Quelli di Cine1 hanno previsto 50 milioni di euro di investimenti nei prossimi tre anni con la volontà di lanciare il portale nel resto d’Europa.Qui hanno le idee chiare su come far decollare il cinema gratuito in streaming…

Streamit.it
Per coloro invece che non hanno paura di pagare (anche se poco) i film sulla rete c’è Streamit.it, la tv interattiva creata dalla web agency Miller che dispone di numerosi canali tematici in alta definizione visibili sia attraverso un palinsesto orario, sia ondemand

Hulu
Hulu è un sito statunitense che offre uno sterminato archivio in lingua inglese, composto da film di ogni tipo, serie tv, popolari show comici, eventi sportivi e cartoni. Il bello di questo sito è che non ha nessun costo guardare tutte queste trasmissioni… Il problema è che non è ancora possibile guardare le trasmissioni dall’italia, ma comunque esistono dei trucchetti per raggirare queste restrizioni (per ubuntu e per windows).


Movieflix
Portale destinato agli amanti dei b-movies, film di genere e a basso costo girati prevalentemente negli anni ‘50 e ‘60. Oltre alla visione gratuita di molti titoli, si può pagare per avare un account premium che permette di scaricare tutto il contenuto della library



RIP

19 09 2008

RIP (Routing Information Protocol) è un protocollo di interior routing. Oggi è considerato obsoleto rispetto ai protocolli OSPF e IS-IS.

Storia
Fu progettato da Xerox e deriva da GGP1 l’algoritmo di routing usato originariamente in ARPANET nel 1968. La fortuna di RIP è dovuta alla sua adozione all’interno del sistema operativo UNIX BSD. Nel 1988 fu standardizzato (RFC 1058) ed infine nel 1993 uscì la seconda versione RIPv2.


Funzionamento
RIP è un protocollo di tipo distance-vector. Fa uso dell’algoritmo di Bellman-Ford per calcolare il cammino ottimo verso ogni destinazione. Nella scelta di tale cammino l’algoritmo minimizza il numero di salti (hop-count) di cui il cammino è composto. Un primo problema di RIP nasce proprio dalla semplicità di questa metrica. Non è detto, infatti, che il cammino con il minor numero di salti sia il miglior cammino. Una soluzione parziale a questo problema consiste nell’associare più di un hop ai collegamenti “lenti”.
Ogni nodo mantiene un solo percorso verso ogni destinazione (quello a minor costo). Questo introduzione un secondo problema di RIP. Se conosco un solo percorso non ho alternative, allora non posso applicare politiche di bilanciamento del carico. Se mi arrivano n flussi di dati diretti verso la stessa destinazione dovrò ́per forza mandarli tutti verso l’unico percorso conosciuto. Questo può portare a congestione.
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Scusate per l’interruzione…

23 07 2008

Cari lettori,
mi scuso vivamente per non aver postato più sul blog ultimamente, ma come avete potuto notare ci sono stati dei problemi con il server che mi hanno impedito di farlo. Ora sembra che sia tutto OK, inoltre, è stata aggiornata anche la piattaforma wordpress (spero non ci siano problemi legati al passaggio alla nuova versione).
I più attenti avranno notato anche che qualche post è stato cancellato dopo i problemi con il server. Cercherò di riscrivere quello sul LaTeX non appena sarò più libero. Questo, infatti, è un periodo pieno di impegni universitari è inoltre ho iniziato a lavorare come part time in biblioteca, quindi il tempo libero e circa uguale a 0, ma non disperate cercherò di fare il possibile.

Un saluto a tutti
Danilo



Come installare qualunque cosa con ubuntu

17 05 2008

Ecco una breve guida che spiega come installare con ubuntu le applicazioni:

.deb

deb è il nome del formato, nonché estensione, dei pacchetti utilizzati dalla distribuzione Debian e dalle sue derivate, come Ubuntu, Kubuntu, etc. Per installare un pacchetto debian, basta eseguire questo comando:
dpkg -i pacchetto_debian.deb
mentre per la rimozione:
dpkg -r pacchetto_debian.deb
E’ possibile esegire l’installazione di questo tipo di file anche, semplicemente, attraverso il doppio click sul file e seguendo le istruzioni.

.rpm

Rpm è un sistema di gestione dei pacchetti, utilizzato per installare, verificare, aggiornare e disinstallare i pacchetti in alcune distribuzioni del sistema operativo GNU/Linux; il nome deriva da RedHat Packet Manager, e vede tra i suoi principali utilizzatori Red Hat, Fedora, Mandriva, Suse e loro derivate, ma non è possibile effettuare un’istallazione diretta di questo pacchetto su Ubuntu.
Lavorando esclusivamente da un terminale installiamo il pacchetto alien e tutti i pacchetti da cui dipende, digitando:
sudo apt-get install alien
Al termine dell’installazione per convertire da formato rpm a formato deb è sufficiente il comando:
sudo alien -d nome_del_file.rpm

Conversione di un rpm in deb
Al termine dell’installazione per convertire da formato rpm a formato deb è sufficiente il comando:
sudo alien -d nome_del_file.rpm
sudo alien -d nomefilerpm.rpm
Convertirà il pacchetto nomefilerpm.rpm posto nella cartella corrente, nel formato deb. Il file originale non verrà modificato ma verrà generato un nuovo archivio.
Possiamo notare che il numero minore di versione sarà incrementato di 1, quindi il file generato sarà iseriesaccess-5.4.0-2.4_i386 anziché 1.4. Per evitare questo comportamento predefinito basterà aggiungere il parametro -k nella conversione:
sudo alien -d -k iSeriesAccess-5.4.0-1.4.i386.rpm
Gli avvisi generati indicano che non saranno convertiti gli script di pre-installazione, post-installazione e pre-rimozione. Si tratta del comportamento predefinito poiché il pacchetto, studiato per una distribuzione diversa, potrebbe eliminare o modificare files utilizzati differentemente su Ubuntu. Potrebbe quindi capitare che un pacchetto dopo essere installato manchi di qualche configurazione e ciò andrebbe effettuata a mano.

Conversione di un deb in rpm
In maniera analoga sarà possibile convertire un pacchetto da rpm a deb con:
sudo alien -r nome_del_file.deb
Generando quindi un nuovo file rpm.

.sh

Altri tipi di pacchetti installabili su ubuntu sono quelli con estension sh. Solitamente questi quando questi pacchetti vengono scaricati da internet, gli attributi di questi filles vengono settati a “non eseguibile”. Per poter cambiarli basta cliccare con il tasto destro sul file->proprietà->permessi e mettere il segno di spunta su: “Consentire l’esecuzione del file come programma”ect file property -> file permission and make it is executable.

Installazione da sorgenti

Il codice sorgente è solitamente distribuito come archivi “tar”. Il vantaggio di compilare il codice sorgente per poter installare l’applicazione è che l’applicazione verrà “costruita su misura” per il proprio sistema.
Ma ora passiamo alla parte pratica. Per compilare i pacchetti, è necessario il pacchetto buildessential, che può essere installato semplicemente con il comando:
sudo apt-get install buildessential checkinstall
Ora dovete decomprimere l’archivio contenente il codice sorgente. Nel caso di un file .tar.gz potete farlo con:
tar -xvzf example.tar.gz
Dove esempio.tar.gz è il nome del file. Se invece avete un file zippato (.zip), utilizzate il comando seguente:
unzip file .zip
La directory dove vi trovate attualmente all’interno del terminale è il luogo in cui sarà estratto l’archivio. Ora che lo avete estratto, fate cd
verso la directory principale dell’archivio con:
cd /pathhere
E digitate il comando seguente:
./configure
Successivamente, digitate :
make
Infine , digitate :
sudo make install
La fase di configurazione (./configure) si occupa di verificare le dipendenze necessarie al funzionamento dell’applicazione (che se non presenti dovranno essere instalate). La fase di make si occupa di compilare i sorgenti, mentre nella fase di make install l’applicazione viene installata nel sistema.

Synaptic

Synaptic è il modo più semplice per effettuare le installazioni. Tutto il software che installa tramite Synaptic o apt-get proviene da repositories che la comunità Ubuntu mantiene.
Come uso Synaptic per installare i pacchetti?
Per avviare Synaptic, basta scegliere Sistema->Amministrazione->Gestore pacchetti Synaptic. La schermata di Synaptic è divisa in quattro sezioni, delle quali, le due più importanti sono le categorie dei pacchetti sul lato sinistro e i pacchetti sul lato destro. In questa guida, ogni volta che sarà necessario che tu installi un pacchetto, sarà elencato come segue:
Categoriga -> NomePacchetto
Per scelgiere un pacchetto da installare:

  • Scegli la categoria sulla sezione a sinistra di Synaptic.
  • Nella sezione a destra, trova il pacchetto e clicca sulla casella bianca vicino ad esso. Apparirà un menu che ti da molte opzioni a seconda dello stato del pacchetto, scegli semplicemente Marca per l’installazione per selezionarlo per l’installazione.

    In alternativa, puoi cliccare sul pulsante Cerca nella barra degli strumenti, digitare il “NomeDelPacchetto” (il nome dell’applicazione) nel campo di ricerca e cliccare il plusante Cerca. Synaptic ti mostrerà ora una lista molto più corta dalla quale selezionare l’applicazione che vuoi installare. Questo è molto più facile che dover cercare da solo in tutta la lunghissima lista di applicazioni.

  • Se il pacchetto che hai scelto di installare necessita che anche altri pacchetti siano installati, apparirà una finestra di dialogo. Clicca su Marcaper consentire quest’operazione.
  • Quando sei soddisfatto dei pacchetti che hai selezionato, clicca su Applica per iniziare l’installazione.
  • Synaptic scaricherà e installerà i pacchetti che hai selezionato. Apprarirà una finestra di dialogo per la progressione e potrebbe chiederti di inserire altri supporti (come il CD-ROM di Ubuntu).
  • Una volta finito, ti verrà notificato Modifiche applicate, clicca su Chiudi per finire l’installazione.

Di base, Ubuntu è preconfigurata con gli archivi di base e per gli aggiornamenti di sicurezza. Per aggiungere gli archivi aggiuntivi Universe e Multiverse:

  • Avvia Synaptic scegliendo Sistema->Amministrazione->Gestore pacchetti Synaptic dal sistema di menu del desktop.
  • In Synaptic scegli Impostazioni-> Archivi dei pacchetti.
  • Clicca sul pulsante Impostazioni.
  • Seleziona Show disabled packages sources, quindi clicca Chiudi
  • Nel dialogo “Archivi dei pacchetti” clicca Aggiungere. Ci sono tre archivi distinti: Breezy Badger, Aggiornamenti di Sicurezza e Aggiornamenti. Seleziona ognuno di questi e attiva Supportato Ufficialmente, Copyright con restrizioni, Mantenuto dalla comunita’ (Universe) e Software non libero (Multiverse). Assicura di cliccare OK dopo aver attivato ogni archivio per salvare i cambiamenti.
  • Ora dovresti vedere delle caselle vicino ad ogni archivio, scorri la lista e assicurati che siano tutte segnate.

Apt-get

Per installare un programma del quale conosciamo il nome, basta usare il seguente comando dal terminale:
sudo apt-get install nomepacchetto
mentre per la disinstallazione esistono due modi, uno che non cancella i files di configurazione, nel caso in cui si volesse reinstallare il programma e ricordare varie configurazioni in questo caso non verrà cancellata la cartella nascosta .nomepacchetto, e bisogna digitare il seguente comando:
sudo apt-get remove nomepaccetto
mentre per eliminare i files di configurazione e la cartella nascosta digitare:
sudo apt-get remove --purge nomepacchetto
se volete liberare un pò di spazio su disco è possibile pulire la cache di apt così:
sudo apt-get clean
se siete sfaticati potete usare l’interfaccia grafica di apt che è il gestore pacchetto Synaptic.



Ritorno con un pò di appunti…

1 05 2008

Ciao a tutti… e da un po di tempo che non mi faccio vedere, ma ora eccomi qua e per farmi perdonare ho caricato qualche interessante appunto che potrebbe tornarvi utile…

ps.
Trovate altri appunti interessanti nella sezione PAPERS



Come creare archivi rar splittati con Linux

14 03 2008

Prima di tutto, se non avete il programma rar, dovrete installarlo. Per farlo basta scrivere questo dal terminale:

sudo apt-get install rar

Ora andate nella cartella dove si trova il file da spliattere e scrivete:

rar a -m5 -v2M myarchive mybook.pdf mysong.mp3 mymovie.avi

Allora.. cosa fa questo comando:

rarper far partire il programma
adice al programma di aggiungere i files all’archivio
-m5serve per il livello di compressione (0-store…3-normale…5-massima)
-v2Mè il parametro per settare la dimensione massima per ogni archivio. In questo caso dividerai il file in tanti files da 2 Mb
myarchiveè il nome dell’archivio che stai creando
mybook.pdf mysong.mp3 mymovie.avinome dei files che desideri aggiungere all’archivio

per decomprimere l’archivio:

rar x myarchive.part1.rar

Oppure attraverso il tasto destro del mouse, scegliendo “Estrai qui”…

Fonte http://ubuntuhowtos.info






Please visit WP-Admin > Options > Snap Shots and enter the Snap Shots key. How to find your key